Con la nomina di Jurgen Bragato alla carica di vice-segretario della sezione sandonatese dell’Unione di Centro si completano i quadri della dirigenza dell’Unione di Centro di San Donà di Piave.
Jurgen Bragato, 40 anni, nato e residente a San Donà di Piave, ragioniere con impiego nel settore bancario, si è sempre distinto per l’impegno civile e sociale nel campo dell’associazionismo, prestando particolare attenzione alle problematiche civili-politiche della propria città e adoperandosi attivamente nell’ambito di alcuni comitati comunali. Membro del Consiglio Pastorale della Parrocchia di Passarella era già membro del Comitato Comunale Sandonatese dell’Unione di Centro.
lunedì 12 aprile 2010
martedì 30 marzo 2010
De Poli: "In Veneto l'UDC tiene il campo."
Padova, 29 mar. (Adnkronos) - "Ripartiamo da una nuova posizione, e da un quadro politico veneto che e' nuovissimo": e' il parere di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto. Spiega De Poli: "L'Udc del Veneto ha fatto in questi mesi un grande sforzo di rinnovamento interno. Oggi siamo agli stessi numeri di cinque anni fa, ma con un partito piu' giovane e ricompattato. La sfida vera e quella di dare continuita' a questo progetto, dare spazio alle forze nuove e dare seguito al grande sforzo di questi mesi".
"Con la pesante affermazione della Lega - conclude De Poli - anche il quadro complessivo veneto e' sicuramente diverso, e si aprono possibilita' e prospettive inedite. Speriamo se ne accorgano anche le altre forze politiche, che troppo a lungo in questi mesi non hanno voluto vedere l'evidenza".
"Con la pesante affermazione della Lega - conclude De Poli - anche il quadro complessivo veneto e' sicuramente diverso, e si aprono possibilita' e prospettive inedite. Speriamo se ne accorgano anche le altre forze politiche, che troppo a lungo in questi mesi non hanno voluto vedere l'evidenza".
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martedì 23 marzo 2010
Sicurezza e Ronde
In questi ultimi giorni i cittadini del Basso Piave continuano a veder pubblicizzata l'iniziativa del Comune di Musile di Piave riguardante la nascita degli osservatori volontari per la sicurezza. L'UDC di San Donà non può non notare come tale iniziativa sia molto pubblicizzata, ma ben poco spiegata a tutti i cittadini. L'attività di osservatore volontario, secondo la disciplina normativa studiata dai parlamentari romani leghisti, si sviluppa con un'attività di mera osservazione in specifiche aree del territorio comunale. I predetti volontari, in presenza di un piano d'impiego che contenga anche i presupposti oggettivi per effettuare le relative comunicazioni, segnalano alla polizia locale e alle Forze di polizia dello Stato eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di disagio sociale. Si tratta cioè di voler formalizzare un qualcosa che qualunque cittadino, dotato di senso civico, dovrebbe avvertire come un dovere morale. Un qualcosa che tutti i sandonatesi e, riteniamo, tutti i cittadini del Basso Piave, già esprimono nello svolgimento della propria vita di tutti i giorni.
Appare quindi scontata la valutazione che l'Udc fa di tale iniziativa. Un'iniziativa che distoglie l'attenzione pubblica dal vero problema che sono la scarsità di mezzi a disposizione della polizia locale e dei carabinieri, la mancanza di un coordinamento territoriale per la sicurezza, e la mancanza di iniziativa politica che, ad esempio, vede il distretto di cui San Donà dovrebbe essere capofila perdere i contributi regionali per la zonizzazione della polizia locale. Potranno esserci anche mille ronde, ma se le forze di polizia non avranno i mezzi per far rispettare la legge, anche questi cittadini, seppur volenterosi e volontari, non serviranno a molto.
L'Unione di Centro di San Donà non può dunque che condividere le affermazioni, riportate sulla stampa locale, del consigliere Ravagnin, relative alla precedenza da dare alle forze di polizia e alle loro esigenze. E' da mesi, infatti, che l'Unione di Centro sottolinea la necessità di fornire alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell'ordine, gli adeguati strumenti per operare e per tutelare la sicurezza sul territorio. E, proprio per questo, chiede a tutti i rappresentanti del Basso Piave, anche a livello nazionale, di spendersi perché la questione sicurezza, fino ad oggi ancora insoluta, sia affrontata con serietà e con celerità.
Appare quindi scontata la valutazione che l'Udc fa di tale iniziativa. Un'iniziativa che distoglie l'attenzione pubblica dal vero problema che sono la scarsità di mezzi a disposizione della polizia locale e dei carabinieri, la mancanza di un coordinamento territoriale per la sicurezza, e la mancanza di iniziativa politica che, ad esempio, vede il distretto di cui San Donà dovrebbe essere capofila perdere i contributi regionali per la zonizzazione della polizia locale. Potranno esserci anche mille ronde, ma se le forze di polizia non avranno i mezzi per far rispettare la legge, anche questi cittadini, seppur volenterosi e volontari, non serviranno a molto.
L'Unione di Centro di San Donà non può dunque che condividere le affermazioni, riportate sulla stampa locale, del consigliere Ravagnin, relative alla precedenza da dare alle forze di polizia e alle loro esigenze. E' da mesi, infatti, che l'Unione di Centro sottolinea la necessità di fornire alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell'ordine, gli adeguati strumenti per operare e per tutelare la sicurezza sul territorio. E, proprio per questo, chiede a tutti i rappresentanti del Basso Piave, anche a livello nazionale, di spendersi perché la questione sicurezza, fino ad oggi ancora insoluta, sia affrontata con serietà e con celerità.
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sabato 20 marzo 2010
sabato 13 marzo 2010
Regionali: De Poli, inseriro' cooperazione nello Statuto Veneto
"Tra governo regionale e mondo della cooperazione serve un dialogo costante per il bene dei cittadino". Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell'Udc per la regione Veneto, incontrando a Padova i rappresentanti del mondo della cooperazione.
"Profondamente legata al territorio, la cooperazione e' una risorsa eccezionale del Paese e in particolare del Veneto.
Per questo - continua De Poli - sara' mio impegno far si' che la cooperazione sia inserita nello Statuto regionale: essa deve diventare un riferimento costante per le politiche sociali e per le politiche economiche della regione.
Attraverso le cooperative si puo' costruire un sistema piu' funzionante e piu' vicino ai cittadini: si pensi solo ai settori sanitario territoriale, ai servizi extraospedalieri, all'assistenza domiciliare, ai servizi per l'infanzia. Spero che di voi si accorgano - conclude l'esponente dell'Udc - anche quei candidati che oggi sembrano sottovalutare questo grande patrimonio, mancando al dialogo anche in questa occasione".
"Profondamente legata al territorio, la cooperazione e' una risorsa eccezionale del Paese e in particolare del Veneto.
Per questo - continua De Poli - sara' mio impegno far si' che la cooperazione sia inserita nello Statuto regionale: essa deve diventare un riferimento costante per le politiche sociali e per le politiche economiche della regione.
Attraverso le cooperative si puo' costruire un sistema piu' funzionante e piu' vicino ai cittadini: si pensi solo ai settori sanitario territoriale, ai servizi extraospedalieri, all'assistenza domiciliare, ai servizi per l'infanzia. Spero che di voi si accorgano - conclude l'esponente dell'Udc - anche quei candidati che oggi sembrano sottovalutare questo grande patrimonio, mancando al dialogo anche in questa occasione".
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venerdì 12 marzo 2010
Il disboscamento delle rive del Piave.
www.udcsandona.it
Come tutti i sandonatesi hanno potuto notare, attraversando il Piave in queste ultime settimane, dai primi giorni di febbraio sono iniziati alcuni lavori di "sistemazione ambientale a fine di sicurezza idraulica". E' evidente a tutti che il disboscamento in atto ha un carattere estremamente distruttivo, sia dal punto di vista ambientale sia da quello più esteticamente paesaggistico, e su questo non possiamo che condividere i ripetuti interventi dell'Associazione Naturalistica Sandonatese apparsi sulla stampa in queste ultime settimane. L'Unione di Centro non vuole certamente dubitare delle positive intenzioni che sottendono una tale attività, ma ritiene che ad un così straordinario, e costoso, intervento sia sempre preferibile una ordinaria, e probabilmente meno invasiva, manutenzione, o, ad esempio, la costruzione, meno devastante, di opere come i bacini di contenimento a monte, i rialzi arginali nei punti critici dei corsi d'acqua, il ripristino dei fondali. Desta comunque una certa perplessità anche la scelta del luogo per l'inizio dei lavori. Dato che l'area interessata da tale intervento è quella dell'alveo del Piave nella tratta da Ponte di Piave fino alla foce, ci si chiede quali siano le motivazioni che hanno obbligato ad iniziare tale attività propri nei territori di Musile e San Donà. Risulta altrettanto evidente, per stessa ammissione dei diretti interessati, che la voce del Basso Piave, o non c'è stata, o è stata per l'ennesima volta inascoltata. L'Unione di Centro di San Donà di Piave, vista quindi l'incapacità, per l'ennesima volta dimostrata, delle amministrazioni locali di promuovere interventi ai livelli amministrativi più alti, chiede che almeno vengano verificate le modalità con cui gli interventi in atto vengono portati avanti: dalle corrette modalità di accesso ai siti interessati dall'intervento alla puntuale individuazione delle specie vegetali da rimuovere, dal rispetto delle scadenze previste per la durata di tali lavorazioni a quant'altro previsto dal progetto esecutivo di tale intervento.
Come tutti i sandonatesi hanno potuto notare, attraversando il Piave in queste ultime settimane, dai primi giorni di febbraio sono iniziati alcuni lavori di "sistemazione ambientale a fine di sicurezza idraulica". E' evidente a tutti che il disboscamento in atto ha un carattere estremamente distruttivo, sia dal punto di vista ambientale sia da quello più esteticamente paesaggistico, e su questo non possiamo che condividere i ripetuti interventi dell'Associazione Naturalistica Sandonatese apparsi sulla stampa in queste ultime settimane. L'Unione di Centro non vuole certamente dubitare delle positive intenzioni che sottendono una tale attività, ma ritiene che ad un così straordinario, e costoso, intervento sia sempre preferibile una ordinaria, e probabilmente meno invasiva, manutenzione, o, ad esempio, la costruzione, meno devastante, di opere come i bacini di contenimento a monte, i rialzi arginali nei punti critici dei corsi d'acqua, il ripristino dei fondali. Desta comunque una certa perplessità anche la scelta del luogo per l'inizio dei lavori. Dato che l'area interessata da tale intervento è quella dell'alveo del Piave nella tratta da Ponte di Piave fino alla foce, ci si chiede quali siano le motivazioni che hanno obbligato ad iniziare tale attività propri nei territori di Musile e San Donà. Risulta altrettanto evidente, per stessa ammissione dei diretti interessati, che la voce del Basso Piave, o non c'è stata, o è stata per l'ennesima volta inascoltata. L'Unione di Centro di San Donà di Piave, vista quindi l'incapacità, per l'ennesima volta dimostrata, delle amministrazioni locali di promuovere interventi ai livelli amministrativi più alti, chiede che almeno vengano verificate le modalità con cui gli interventi in atto vengono portati avanti: dalle corrette modalità di accesso ai siti interessati dall'intervento alla puntuale individuazione delle specie vegetali da rimuovere, dal rispetto delle scadenze previste per la durata di tali lavorazioni a quant'altro previsto dal progetto esecutivo di tale intervento.
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mercoledì 10 marzo 2010
Crisi economica. De Poli: contro i suicidi una vera rete per gli imprenditori
"Bene il call center anti-suicidi, ma dobbiamo 'rifornirlo' di risposte concrete". E' il commento di Antonio De Poli, candidato Udc alle regionali in Veneto sull'iniziativa della Camera di Commercio di un numero verde 'anti crisi'.
"Gli imprenditori veneti, specie i piu' piccoli - continua De Poli - fanno della loro azienda una seconda famiglia, e la conducono con l'afflato e la partecipazione con cui si vive una famiglia. Oggi questa che e' sempre stata una forza, e' diventata una debolezza, su cui intervenire. Serve intorno agli imprenditori un sistema che li sorregga: associazioni di categoria, banche, istituzioni, e anche il fisco. Va costruito subito un tavolo comune, per salvare insieme le aziende oggi, e per costruire da oggi in poi imprese piu' solide".
"Gli imprenditori veneti, specie i piu' piccoli - continua De Poli - fanno della loro azienda una seconda famiglia, e la conducono con l'afflato e la partecipazione con cui si vive una famiglia. Oggi questa che e' sempre stata una forza, e' diventata una debolezza, su cui intervenire. Serve intorno agli imprenditori un sistema che li sorregga: associazioni di categoria, banche, istituzioni, e anche il fisco. Va costruito subito un tavolo comune, per salvare insieme le aziende oggi, e per costruire da oggi in poi imprese piu' solide".
Crisi economica. De Poli: contro i suicidi una vera rete per gli imprenditori
"Bene il call center anti-suicidi, ma dobbiamo 'rifornirlo' di risposte concrete". E' il commento di Antonio De Poli, candidato Udc alle regionali in Veneto sull'iniziativa della Camera di Commercio di un numero verde 'anti crisi'.
"Gli imprenditori veneti, specie i piu' piccoli - continua De Poli - fanno della loro azienda una seconda famiglia, e la conducono con l'afflato e la partecipazione con cui si vive una famiglia. Oggi questa che e' sempre stata una forza, e' diventata una debolezza, su cui intervenire. Serve intorno agli imprenditori un sistema che li sorregga: associazioni di categoria, banche, istituzioni, e anche il fisco. Va costruito subito un tavolo comune, per salvare insieme le aziende oggi, e per costruire da oggi in poi imprese piu' solide".
"Gli imprenditori veneti, specie i piu' piccoli - continua De Poli - fanno della loro azienda una seconda famiglia, e la conducono con l'afflato e la partecipazione con cui si vive una famiglia. Oggi questa che e' sempre stata una forza, e' diventata una debolezza, su cui intervenire. Serve intorno agli imprenditori un sistema che li sorregga: associazioni di categoria, banche, istituzioni, e anche il fisco. Va costruito subito un tavolo comune, per salvare insieme le aziende oggi, e per costruire da oggi in poi imprese piu' solide".
domenica 7 marzo 2010
Dl Regionali: Casini, Premier agisce come se paese fosse suo
ROMA, 7 MAR - 'Chiedere il consenso delle opposizioni per trovare una soluzione condivisa era la via piu' semplice e naturale', invece il premier 'ha fatto tutto contro un pezzo di Paese, e come se il Paese fosse tutto suo'. A dirlo e' il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, secondo cui 'si stanno accentuando gli elementi degenerativi del berlusconismo, e girando l'Italia vedo che c'e' consapevolezza'.
Per Casini, intervistato dalla Stampa, 'in quello che e' accaduto c'e' qualcosa di catastrofico: la mancanza di qualsiasi umilta' e serenita', il non aver immaginato neanche vagamente che si potesse chiedere scusa dei pasticci combinati. Mi ha colpito - prosegue - l'incapacita' di ammettere le proprie responsabilita' voltata in protervia; l'arroganza di affermare, forti dei propri errori, quello che non e' un diritto, ma al massimo un atto di cortesia da chiedere agli avversari politici'.
Il fatto che l'Udc sia alleato del Pdl alle regionali 'non mi impedisce di guardare in faccia la verita' e spiega anche le ragioni per cui l'Udc e' una cosa ben diversa dal Pdl', dice Casini. Berlusconi, ribadisce, 'avrebbe dovuto dire agli italiani, ai suoi elettori: scusate, abbiamo sbagliato. Invece ha accusato gli altri, incolpevoli, e ha detto: loro ci hanno impedito di presentare le liste. Un errore politico gravissimo, che ha complicato di molto la situazione'.
Per Casini, intervistato dalla Stampa, 'in quello che e' accaduto c'e' qualcosa di catastrofico: la mancanza di qualsiasi umilta' e serenita', il non aver immaginato neanche vagamente che si potesse chiedere scusa dei pasticci combinati. Mi ha colpito - prosegue - l'incapacita' di ammettere le proprie responsabilita' voltata in protervia; l'arroganza di affermare, forti dei propri errori, quello che non e' un diritto, ma al massimo un atto di cortesia da chiedere agli avversari politici'.
Il fatto che l'Udc sia alleato del Pdl alle regionali 'non mi impedisce di guardare in faccia la verita' e spiega anche le ragioni per cui l'Udc e' una cosa ben diversa dal Pdl', dice Casini. Berlusconi, ribadisce, 'avrebbe dovuto dire agli italiani, ai suoi elettori: scusate, abbiamo sbagliato. Invece ha accusato gli altri, incolpevoli, e ha detto: loro ci hanno impedito di presentare le liste. Un errore politico gravissimo, che ha complicato di molto la situazione'.
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Elezioni Regionali. De Poli: liste salvate? Io non le voterei
VENEZIA, 6 MAR - 'Le liste salvate con il decreto?
Per gli elettori e' un bene che ci siano, nonostante i pasticci combinati. Ma fossi un elettore, non le voterei mai': lo ha detto Antonio De Poli, candidato Udc alle presidenza della Regione Veneto.
'Sono lieto per gli elettori del PdL - ha spiegato - perche' potranno avere sulla lista il loro simbolo di riferimento: la colpa del disastro combinato a Roma e a Milano non e' certo della gente che vota PdL. Pero' a questi stessi elettori chiedo se si rendono conto di come il 'loro' centrodestra ha calpestato in questi giorni ogni regola democratica. E chiedo loro di riflettere seriamente su questo al momento del voto: io non voterei mai chi crede di poter fare ogni cosa ad ogni costo'.
Per gli elettori e' un bene che ci siano, nonostante i pasticci combinati. Ma fossi un elettore, non le voterei mai': lo ha detto Antonio De Poli, candidato Udc alle presidenza della Regione Veneto.
'Sono lieto per gli elettori del PdL - ha spiegato - perche' potranno avere sulla lista il loro simbolo di riferimento: la colpa del disastro combinato a Roma e a Milano non e' certo della gente che vota PdL. Pero' a questi stessi elettori chiedo se si rendono conto di come il 'loro' centrodestra ha calpestato in questi giorni ogni regola democratica. E chiedo loro di riflettere seriamente su questo al momento del voto: io non voterei mai chi crede di poter fare ogni cosa ad ogni costo'.
domenica 28 febbraio 2010
Famiglia: De Poli, l'Udc per il quoziente familiare
Venezia, 27 feb - 'Piu' figli, meno tasse: finalmente politiche vere per la famiglia'. A Venezia, a margine del convegno organizzato dal Forum delle Famiglie, Antonio De Poli rilancia la proposta dell'Udc nazionale.'E' la nostra prima proposta anche in Veneto: introdurremo finalmente il 'quoziente familiare', e finalmente le famiglie numerose potranno pagare meno tasse rispetto alle altre. Gli altri'? Non sanno bene nemmeno cos'e' una famiglia, vista la confusione tra la famiglia reale, fondata sul matrimonio e la genitorialita', e le coppie di ogni tipo, che oggi godono dei privilegi che spetterebbero alle famiglie'.
sabato 20 febbraio 2010
Regionali Veneto: De Poli, futuro non e' solo dialetto
(ANSA) - VENEZIA, 20 FEB - 'Temo la deriva di chi da anni riempie la politica di slogan e di chiusure, e affronta i problemi con demagogia e false risposte: alla sicurezza fatta di piu' ronde e meno soldi alle forze dell'ordine, al federalismo solo promesso e mai realizzato, a questa demagogia che pensa al dialetto nelle scuole, invece che all'italiano, o all'inglese'.
Antonio De Poli, candidato dell'Udc alle regionali in Veneto attacca frontalmente la Lega Nord nel corso della visita del leader Pierferdinando Casini a Mestre.
'Il futuro dei nostri figli non e' solo il dialetto' polemizza De Poli, e aggiunge :'ci siamo per costruire un Veneto che possa vedere affrontati seriamente i problemi, per dare risposte a chi in questo momento vive situazioni di difficolta', e per dare un futuro a chi deve abitare questa regione in futuro, a cominciare dai nostri figli'.
'Siamo in corsa in Regione - spiega - perche' il Veneto non si chiuda in una nuova muraglia che impedisca alle gente, alle aziende, ai nostri prodotti di muoversi nel mondo: l'impegno e' quello di costruire un futuro in cui chi e' disabile, chi e' anziano, chi e' immigrato non diventi per definizione un diverso a cui guardare con diffidenza'.
Antonio De Poli, candidato dell'Udc alle regionali in Veneto attacca frontalmente la Lega Nord nel corso della visita del leader Pierferdinando Casini a Mestre.
'Il futuro dei nostri figli non e' solo il dialetto' polemizza De Poli, e aggiunge :'ci siamo per costruire un Veneto che possa vedere affrontati seriamente i problemi, per dare risposte a chi in questo momento vive situazioni di difficolta', e per dare un futuro a chi deve abitare questa regione in futuro, a cominciare dai nostri figli'.
'Siamo in corsa in Regione - spiega - perche' il Veneto non si chiuda in una nuova muraglia che impedisca alle gente, alle aziende, ai nostri prodotti di muoversi nel mondo: l'impegno e' quello di costruire un futuro in cui chi e' disabile, chi e' anziano, chi e' immigrato non diventi per definizione un diverso a cui guardare con diffidenza'.
mercoledì 17 febbraio 2010
De Poli: il PD non e' piu' il posto dei cattolici.
Diamo spazio alle dichiarazioni del nostro candidato alla Presidenza della Regione Veneto Antonio De Poli.
Padova, 16 feb. (Adnkronos) - "Cacciari ha ragione: il Pd e' un progetto fallito. E i piu' delusi sono i cattolici". E' il parere di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto. "Il Pd non e' piu' il posto dei cattolici. La fuoriuscita della Binetti e' un segno eclatante, ma ad essere delusi, disorientati, stomacati sono tantissimi tra i cattolici - sottolinea De Poli - Non c'e' piu' spazio per loro dentro il Pd: per molti anni vi hanno trovato cittadinanza nonostante le molte contraddizioni interne, e nonostante una convivenza difficilissima per gli evidenti contrasti sui temi decisivi della vita, della dignita' della persona, della famiglia... Oggi pero' il Pd non e' piu' la casa dei cristiani: per le troppe posizioni estreme, per l'evidente caduta morale, per la mancanza assoluta di una progettualita' per il Paese". "Con la Binetti - conclude - dal Pd escono in molti. Penso a tutti quegli elettori che vivono lo stesso disagio; questi non appaiono sui giornali, ma si contano quando si va alle urne".
Padova, 16 feb. (Adnkronos) - "Cacciari ha ragione: il Pd e' un progetto fallito. E i piu' delusi sono i cattolici". E' il parere di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto. "Il Pd non e' piu' il posto dei cattolici. La fuoriuscita della Binetti e' un segno eclatante, ma ad essere delusi, disorientati, stomacati sono tantissimi tra i cattolici - sottolinea De Poli - Non c'e' piu' spazio per loro dentro il Pd: per molti anni vi hanno trovato cittadinanza nonostante le molte contraddizioni interne, e nonostante una convivenza difficilissima per gli evidenti contrasti sui temi decisivi della vita, della dignita' della persona, della famiglia... Oggi pero' il Pd non e' piu' la casa dei cristiani: per le troppe posizioni estreme, per l'evidente caduta morale, per la mancanza assoluta di una progettualita' per il Paese". "Con la Binetti - conclude - dal Pd escono in molti. Penso a tutti quegli elettori che vivono lo stesso disagio; questi non appaiono sui giornali, ma si contano quando si va alle urne".
martedì 16 febbraio 2010
Regionali: Casini, deluso da Pd, partito debole.
ROMA, 12 febbraio - 'Sono deluso dal Pd. Non e' un'area di riformismo capace di imporsi, ma un partito debole, con molte contraddizioni e problemi interni. Bersani e' affidabile ma c'e' molta gente che rema contro e finisce per compromettere la linea della segreteria. I suoi peggiori nemici li vedo piu' dentro che fuori'. Pier Ferdinando Casini, in una intervista a Libero intitolata 'Alle regionali mi turo il naso ma col Pd mai piu' alleanze', spiega che la cosiddetta 'politica dei due forni' e' necessaria a garantire 'l'indipendenza' dell'Udc ma avverte che dopo le regionali 'non c'e' possibilita' di alleanza ne' con il Pd ne' con il Pdl'.
Casini difende la scelta 'antileghista' al Nord e 'contro le giunte del malgoverno' al Sud, anche perche' allearsi con gli uni o con gli altri 'e' l'unico modo per garantire la nostra indipendenza e la nostra liberta' rispetto a chi vorrebbe soggiogarci o arruolarci'. E comunque, sottolinea, 'nel 60% del territorio nazionale ci presentiamo con liste autonome'. Al Nord, dice, 'uno sconfitto annunciato c'e' ed e' Berlusconi' che ha 'commesso un errore madornale dando le chiavi del governo a Umberto Bossi'. Con il premier ormai di alleanze, 'di politica non si parla piu'. Parliamo di cose formali, gli auguri, la salute, la famiglia'. Certo Casini lo ringrazia per l'aver ribadito che 'la porta e' sempre aperta', ma 'chi conosce la politica - sottolinea - sa che la sua non e' generosita''.
Fallito il progetto pugliese col Pd, 'non facile' replicare il tentativo di laboratorio per un'alleanza in Campania, il leader dell'Udc difende pero' la scelta piemontese: 'Le idee della Bresso non le condivido, ma ci siamo seduti al tavolo, abbiamo preso atto delle diversita' sui temi etici e abbiamo fatto un programma equilibrato'.
Quanto al 'fidanzamento' con Rutelli, il progetto di alleanza, dice, 'e' a buon punto. Il problema e' che abbiamo due famiglie...'.
Casini difende la scelta 'antileghista' al Nord e 'contro le giunte del malgoverno' al Sud, anche perche' allearsi con gli uni o con gli altri 'e' l'unico modo per garantire la nostra indipendenza e la nostra liberta' rispetto a chi vorrebbe soggiogarci o arruolarci'. E comunque, sottolinea, 'nel 60% del territorio nazionale ci presentiamo con liste autonome'. Al Nord, dice, 'uno sconfitto annunciato c'e' ed e' Berlusconi' che ha 'commesso un errore madornale dando le chiavi del governo a Umberto Bossi'. Con il premier ormai di alleanze, 'di politica non si parla piu'. Parliamo di cose formali, gli auguri, la salute, la famiglia'. Certo Casini lo ringrazia per l'aver ribadito che 'la porta e' sempre aperta', ma 'chi conosce la politica - sottolinea - sa che la sua non e' generosita''.
Fallito il progetto pugliese col Pd, 'non facile' replicare il tentativo di laboratorio per un'alleanza in Campania, il leader dell'Udc difende pero' la scelta piemontese: 'Le idee della Bresso non le condivido, ma ci siamo seduti al tavolo, abbiamo preso atto delle diversita' sui temi etici e abbiamo fatto un programma equilibrato'.
Quanto al 'fidanzamento' con Rutelli, il progetto di alleanza, dice, 'e' a buon punto. Il problema e' che abbiamo due famiglie...'.
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