martedì 23 marzo 2010

Sicurezza e Ronde

In questi ultimi giorni i cittadini del Basso Piave continuano a veder pubblicizzata l'iniziativa del Comune di Musile di Piave riguardante la nascita degli osservatori volontari per la sicurezza. L'UDC di San Donà non può non notare come tale iniziativa sia molto pubblicizzata, ma ben poco spiegata a tutti i cittadini. L'attività di osservatore volontario, secondo la disciplina normativa studiata dai parlamentari romani leghisti, si sviluppa con un'attività di mera osservazione in specifiche aree del territorio comunale. I predetti volontari, in presenza di un piano d'impiego che contenga anche i presupposti oggettivi per effettuare le relative comunicazioni, segnalano alla polizia locale e alle Forze di polizia dello Stato eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di disagio sociale. Si tratta cioè di voler formalizzare un qualcosa che qualunque cittadino, dotato di senso civico, dovrebbe avvertire come un dovere morale. Un qualcosa che tutti i sandonatesi e, riteniamo, tutti i cittadini del Basso Piave, già esprimono nello svolgimento della propria vita di tutti i giorni.

Appare quindi scontata la valutazione che l'Udc fa di tale iniziativa. Un'iniziativa che distoglie l'attenzione pubblica dal vero problema che sono la scarsità di mezzi a disposizione della polizia locale e dei carabinieri, la mancanza di un coordinamento territoriale per la sicurezza, e la mancanza di iniziativa politica che, ad esempio, vede il distretto di cui San Donà dovrebbe essere capofila perdere i contributi regionali per la zonizzazione della polizia locale. Potranno esserci anche mille ronde, ma se le forze di polizia non avranno i mezzi per far rispettare la legge, anche questi cittadini, seppur volenterosi e volontari, non serviranno a molto.

L'Unione di Centro di San Donà non può dunque che condividere le affermazioni, riportate sulla stampa locale, del consigliere Ravagnin, relative alla precedenza da dare alle forze di polizia e alle loro esigenze. E' da mesi, infatti, che l'Unione di Centro sottolinea la necessità di fornire alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell'ordine, gli adeguati strumenti per operare e per tutelare la sicurezza sul territorio. E, proprio per questo, chiede a tutti i rappresentanti del Basso Piave, anche a livello nazionale, di spendersi perché la questione sicurezza, fino ad oggi ancora insoluta, sia affrontata con serietà e con celerità.

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