domenica 27 febbraio 2011

L'UDC e la TAV

In relazione alle problematiche legate alla realizzazione di un percorso ferroviario ad alta velocità/capacità che interessa il territorio del Veneto Orientale,
L'UDC di San Donà di Piave esprime le seguenti considerazioni:

A)RIBADISCE la rilevanza strategica della TAV per la crescita dell'Europa, più in particolare dell'Italia, se e dove ne sarà attraversata, e del NORD-EST con particolare riguardo al VENETO ORIENTALE.
B)SOTTOLINEA che da decenni è nota la tematica del "corridoio 5", e che non sono mai stati chiariti i motivi che hanno condotto all'abbandono del progetto originario di affiancamento all'autostrada A4, progetto provinciale all'epoca anche approvato dal CIPE.
C)GIUDICA non fondate le ragioni che hanno condotto la Regione, fin dal 2005, a sostenere l'attuale tracciato "basso", infatti il paventato eccessivo numero di case da abbattere stimate in circa 2.000 è sicuramente sovrastimato perchè riferito non al tracciato affiancato all'autostrada, ma ad un tracciato affiancato alla vecchia ferrovia; inoltre la sbandierata possibilità di una fermata a Passarella o Caposile, forse solo sbandierata in quanto queste ultime non compaiono nel tracciato così come presentato, è solo pretestuosa e non realizzabile:
1-perchè trasformerebbe il tracciato in una linea a velocità ridotta;
2-perchè comunque presupporrebbe una ulteriore tratta ferroviaria di 14km al posto dei 20 che attualmente servirebbero, per un guadagno di tempo risibile.
D)STIGMATIZZA il metodo: la Regione ha "svelato" il progetto solo all'ultimo momento, pur essendo datata la scelta di questo tracciato (del 2005 la convenzione tra Regione e R.F.I., del 2006-2007 ulteriori delibere di Giunta Regionale al riguardo), senza mai il coinvolgimento del cittadini dei Comuni interessati, della Provincia, della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, delle Associazioni di agricoltori (COPAGRI), delle Associazioni Ambientalistiche, degli Enti comunque a vario titolo interessati.
E)E' CONSAPEVOLE che comunque qualsiasi tracciato, "alto", "basso", parallelo all'autostrada o alla ferrovia, comporterà immane dispendio di risorse, immane rimaneggiamento economico e sociale, immane impatto ambientale: a tal proposito
F)RITIENE che il dispendio di risorse non debba come al solito trasformarsi in uno scellerato sperpero di denaro pubblico (del resto facilmente prevedibile per un tracciato sopra un letto di torba che sconvolge un territorio faticosamente sottratto alla palude per poterlo poi coltivare, e con non imprevedibili ma sicuramente onerosissimi costi di manutenzione costanti);
G)RITIENE che l'impatto economico e sociale non debba sfociare in una del resto temibile delocalizzazione, e che debba essere il più concordato possibile ricorrendo finalmente alla concentrazione, come previsto da Protocolli e Risoluzioni internazionali cui l'Italia ha aderito, e da precise norme europee e nazionali che regolamentano la sostenibilità finanziaria e la compatibilità con lo sviluppo del Territorio;
H)RITIENE che l'impatto ambientale deve essere il minore possibile e comunque adeguatamente mitigato, prestando ascolto anche ad organizzazioni ed esperti ambientalisti, oltre che alle sacrosante richieste del mondo dell'agricoltura.

PER QUESTI MOTIVI

l'UDC di San Donà di Piave, condividendo le valutazioni già espresse dalla Commissione di Salvaguardia, da diverse realtà comunali e partitiche, e recentemente se pur con imbarazzante ritardo dal Presidente della Provincia e con tardivi e imbarazzanti distinguo dal Governatore del Veneto,

SI DICHIARA

CONTRARIA AL TRACCIATO TAV PROPOSTO
FAVOREVOLE AL TRACCIATO AFFIANCATO ALLA A4

CHIEDE

che l'argomento venga posto alla valutazione del Consiglio Comunale, con voto vincolante per l'amministrazione

AUSPICA

che comunque venga posto all'ODG del Consiglio Comunale la trattazione delle proposte-richieste da fare alla Regione in compensazione, in termini di opere pubbliche, mitigazione ambientale, infrastrutture, servizi al cittadino, incentivi alla produzione e allo sviluppo del Territorio.

lunedì 12 aprile 2010

Jurgen Bragato nuovo vicesegretario UDC

Con la nomina di Jurgen Bragato alla carica di vice-segretario della sezione sandonatese dell’Unione di Centro si completano i quadri della dirigenza dell’Unione di Centro di San Donà di Piave.
Jurgen Bragato, 40 anni, nato e residente a San Donà di Piave, ragioniere con impiego nel settore bancario, si è sempre distinto per l’impegno civile e sociale nel campo dell’associazionismo, prestando particolare attenzione alle problematiche civili-politiche della propria città e adoperandosi attivamente nell’ambito di alcuni comitati comunali. Membro del Consiglio Pastorale della Parrocchia di Passarella era già membro del Comitato Comunale Sandonatese dell’Unione di Centro.

martedì 30 marzo 2010

De Poli: "In Veneto l'UDC tiene il campo."

Padova, 29 mar. (Adnkronos) - "Ripartiamo da una nuova posizione, e da un quadro politico veneto che e' nuovissimo": e' il parere di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto. Spiega De Poli: "L'Udc del Veneto ha fatto in questi mesi un grande sforzo di rinnovamento interno. Oggi siamo agli stessi numeri di cinque anni fa, ma con un partito piu' giovane e ricompattato. La sfida vera e quella di dare continuita' a questo progetto, dare spazio alle forze nuove e dare seguito al grande sforzo di questi mesi".

"Con la pesante affermazione della Lega - conclude De Poli - anche il quadro complessivo veneto e' sicuramente diverso, e si aprono possibilita' e prospettive inedite. Speriamo se ne accorgano anche le altre forze politiche, che troppo a lungo in questi mesi non hanno voluto vedere l'evidenza".

martedì 23 marzo 2010

Sicurezza e Ronde

In questi ultimi giorni i cittadini del Basso Piave continuano a veder pubblicizzata l'iniziativa del Comune di Musile di Piave riguardante la nascita degli osservatori volontari per la sicurezza. L'UDC di San Donà non può non notare come tale iniziativa sia molto pubblicizzata, ma ben poco spiegata a tutti i cittadini. L'attività di osservatore volontario, secondo la disciplina normativa studiata dai parlamentari romani leghisti, si sviluppa con un'attività di mera osservazione in specifiche aree del territorio comunale. I predetti volontari, in presenza di un piano d'impiego che contenga anche i presupposti oggettivi per effettuare le relative comunicazioni, segnalano alla polizia locale e alle Forze di polizia dello Stato eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di disagio sociale. Si tratta cioè di voler formalizzare un qualcosa che qualunque cittadino, dotato di senso civico, dovrebbe avvertire come un dovere morale. Un qualcosa che tutti i sandonatesi e, riteniamo, tutti i cittadini del Basso Piave, già esprimono nello svolgimento della propria vita di tutti i giorni.

Appare quindi scontata la valutazione che l'Udc fa di tale iniziativa. Un'iniziativa che distoglie l'attenzione pubblica dal vero problema che sono la scarsità di mezzi a disposizione della polizia locale e dei carabinieri, la mancanza di un coordinamento territoriale per la sicurezza, e la mancanza di iniziativa politica che, ad esempio, vede il distretto di cui San Donà dovrebbe essere capofila perdere i contributi regionali per la zonizzazione della polizia locale. Potranno esserci anche mille ronde, ma se le forze di polizia non avranno i mezzi per far rispettare la legge, anche questi cittadini, seppur volenterosi e volontari, non serviranno a molto.

L'Unione di Centro di San Donà non può dunque che condividere le affermazioni, riportate sulla stampa locale, del consigliere Ravagnin, relative alla precedenza da dare alle forze di polizia e alle loro esigenze. E' da mesi, infatti, che l'Unione di Centro sottolinea la necessità di fornire alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell'ordine, gli adeguati strumenti per operare e per tutelare la sicurezza sul territorio. E, proprio per questo, chiede a tutti i rappresentanti del Basso Piave, anche a livello nazionale, di spendersi perché la questione sicurezza, fino ad oggi ancora insoluta, sia affrontata con serietà e con celerità.