Comunicato Stampa
16.10.2009
Considerato che da più giorni il Tema “Ospedale Unico” trova ospitalità nella stampa locale, l’U.D.C. di S.Donà di Piave ritiene maturo e doveroso esprimere alcune considerazioni:
1. L’argomento “Ospedale Unico” non è di questi giorni, data da decine di anni ed ogni tanto viene riesumato. Viene offerta così, ad organizzazioni sindacali, organismi di tutela dei malati e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, l’occasione di esprimere la propria opinione attraverso un dibattito a distanza che, per come si sta sviluppando, rischia solo di evidenziare deleteri campanilismi.
2. L’UDC ritiene che venga invece, purtroppo, sottaciuto il vero problema, che è quello delle professionalità e delle tecnologie. Se l’ “INDICE DI FUGA” o “MOBILITA’ PASSIVA” (vale a dire la percentuale di residenti dell’ULSS N.10 che cercano prestazioni sanitarie in ULSS diverse) già nel 2000 era del 34,4% e nel 2008 è arrivata al 38%, e quindi con trend ulteriormente peggiorativo, siamo sicuri che ciò sia imputabile alla presenza nel territorio di tre Ospedali e una Casa di Cura?
Analogo ragionamento vale per l’ “INDICE DI ATTRATTIVA” o “MOBILITA’ ATTIVA” (cioè la percentuale di pazienti di altre ULSS che si rivolgono all’ULSS N.10): già nel 2000 tale indice era del 21%, (tra le ventidue ULSS del Veneto solo cinque hanno ottenuto risultati peggiori dell’ULSS N.10), ora l’indice è ulteriormente sceso al 18,1%. Se consideriamo che molti di questi utenti sono “costretti” a scegliere per motivi turistici o di residenza (litorale del Cavallino ad esempio), è evidente che nell’utenza il tasso di soddisfazione sulle nostre prestazioni è da considerarsi insufficiente.
3. Visti i dati, non è però da fare “di tutta l’erba un fascio”; l’UDC ritiene prioritaria una analisi approfondita e dettagliata dell’indice di fuga e dell’indice di attrazione, identificando reparto per reparto, servizio per servizio, cosa funziona e cosa no; utile ancora, dovessero esistere presso l’Ufficio legale dell’ULSS richieste di risarcimento o denunce per mal-practice, sarebbe una analisi capillare: solo dopo si potranno stabilire i rimedi, i quali, l’UDC ne è certa, dovranno comportare acquisizione di tecnologie e professionalità, anche attraverso un doloroso, ma indispensabile, ricambio di operatori.
4. L’UDC ritiene che solo dopo questa fase, al fine di razionalizzare il tutto, potrà senza dubbio essere utile un ripensamento del numero di strutture ospedaliere e della collocazione geografica. A questo proposito, sicuramente, una manovra riduttiva che, da un lato elimini doppioni, e dall’altro accorpi strutture di ricovero e diagnostiche ad alta tecnologia, garantirà una maggior gestibilità ed economicità. E’ altrettanto chiaro che, nel decidere, si dovrà tener conto di Portogruaro come “baluardo naturale” alle fughe in Friuli, di Jesolo come polo turistico e logico bacino di utenza del litorale del Cavallino, ed anche delle specificità della Casa di Cura Rizzola.
L’UDC di S.Donà non vuole dubitare che l’argomento “Ospedale Unico nell’ULSS 10” sia stato sollevato per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica indirizzandola verso un falso problema (falso perché non attuale), soprattutto in un momento in cui i resoconti sui media continuano a fotografare situazioni di sofferenza per l’Utenza e, quindi, di obiettiva difficoltà nella gestione della sanità nel territorio.
L’UDC auspica che l’unico organismo deputato a promuovere un confronto serio sull’argomento, in maniera collegiale e non attraverso comunicati o dichiarazioni espresse a titolo personale da singoli amministratori, cioè la Conferenza dei Sindaci, stimoli, e ne sia attiva partecipe, una approfondita analisi dei parametri prima evidenziati: analisi che veda interprete la Direzione Strategica dell’ULSS, e che per gli aspetti di competenza veda attori anche gli Organismi di Tutela dei Pazienti. Solo così la scelta sul numero della/e struttura/e di ricovero e sulla collocazione geografica diventerà una questione di più agevole soluzione, considerando anche le possibilità che l’attuale e le future strutture viarie presentano e presenteranno, ed essendoci il tempo perché la Regione decida, oltre alle nuove schede regionali ospedaliere, anche l’assetto definitivo della Casa di Cura Rizzola.
sabato 7 novembre 2009
L’U.D.C. sull’Ospedale Unico nell’ULSS N.10
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